giovedì 29 marzo 2012

I Mirsada ripartono da una ‘Nuova dimensione’

I Mirsada ripartono all’attacco e, dopo il loro singolo ‘Ironic lady’, si rinnovano nello style e nel sound musicale accompagnati da Giubbe, il nuovo cantante, e dal tastierista Marco Caliandro. ‘Nuova dimensione’ (Edit Music) è il nuovo brano che ci porta in una dimensione del tutto diversa rispetto a quella a cui eravamo abituati, ma sempre molto affascinante. Ne abbiamo parlato con Alex Prealta, il chitarrista del gruppo.

 Nuova formazione e nuovo singolo. Avete rotto con i vecchi schemi? Non proprio. Direi piuttosto che le evoluzioni e le trasformazioni nel rock sono esigenze di qualsiasi band che vuole crescere e rinnovarsi.

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mercoledì 7 marzo 2012

Parola d’ordine: JägerDome! E la movida arriva sulla neve

La musica più martellata dai dj sulle piste da sci? È quella dello JägerDome. A partire da quest’anno ha avuto inizio un evento musicale itinerante che ha portato la movida in montagna, toccando le località sciistiche più gettonate del nord d’Italia. Il calendario è stato decisamente interessante: il 6 e il 7 gennaio è stata la volta di Abetone (PT), poi dal 27 al 28 gennaio JägerDome ha raggiunto le piste di Cervinia (AO) e dal 17 al 18 febbraio quelle di Plan De Corones (BZ). Nella sua penultima tappa di Bardonecchia in Piemonte lo JägerDome, in una duplice serata musicale che ha fatto faville, ha animato, in un modo del tutto inaspettato, il dopo sci.

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sabato 25 febbraio 2012

Mulatu Astatke, un Maestro. Il re dell’Ethio Jazz incanta Torino

E’ arrivato per la prima volta a Torino portando con sé un’atmosfera jazz contornata da sonorità folk che ricordano l’Africa, in particolare la sua Etiopia, e l’America Latina. Mulatu Astatke ha letteralmente incantato, ieri sera, la platea del teatro Colosseo. Il suo jazz lascia senza fiato l’ascoltatore, che si trova immerso in scenari differenti, pronti a intersecarsi tra loro. Astatke ha presentato il suo ultimo lavoro ‘Mulatu Steps Ahead’ e, con grande maestria, ha saputo impressionare il pubblico, che si è sentito pienamente coinvolto nel suo ultimo percorso musicale, accompagnando la sua musica con entusiasmo.

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martedì 21 febbraio 2012

Erica Mou: “Quella violinista che si chiamava come me…”

Erica Mou, pseudonimo di Erica Musci, è arrivata sul palco dell’Ariston con ’Nella vasca da bagno del tempo’, un brano che è un inno alla vita e che esprime pienamente l’essenza della stessa, che va vissuta fino all’ultimo: “A mollo nella vasca da bagno non uscirò prima di avere i piedi a pieghe, non uscirò prima di avere le dita grinze”.
Il risultato finale? Erica ha sfiorato la vittoria nella categoria Giovani, aggiudicandosi il premio della critica da parte della Sala Stampa Radio Tv
Ecco cosa hanno raccontato Caterina Caselli e la stessa Mou alla nostra redazione.

Una domanda a Caterina Caselli. Lei è una scopritrice di talenti: cosa ritiene che debba avere un artista?
Deve essere sincero e deve colpirmi. Io, quando conosco un artista, mi metto nella condizione di non avere pregiudizi: pongo uno schermo bianco davanti a me. Mi piace ascoltarlo in ufficio e, se succede la magia, cominciamo a lavorare, a conoscerci e a sperimentare insieme. La conoscenza presuppone un po’ di tempo. Nel 1978 fondai un’etichetta che si chiamava ‘L’ascolto’. Spero di essere in grado di accorgermi, attraverso l’ascolto, se c’è qualcosa di interessante.

E cosa ha trovato in Erica Mou?
Ci sono cantautori, artisti, che esprimono una loro creatività. Alcuni arrivano in modo più efficace di altri. Io in Erica trovo una grande sincerità e capacità nello scrivere testi: c’è una grande forza nelle sue liriche, che sono accompagnate da una voce che comunica con uno stile tutto suo. Erica è una cantautrice di fatto importante, esprime qualcosa di forte.

Erica, quand’è che hai deciso di intraprendere l’attività di cantante?
A tre anni ho visto in tv una violinista che si chiamava Erica e che suonava nell’orchestra de ‘I Fatti Vostri’. Non andavo ancora all’asilo e non conoscevo nessuna bambina che si chiamasse Erica, perciò pensavo che dovessi fare la violinista e che fossimo solo io e lei con questo nome nel mondo. I miei mi dirottarono sul canto, perché per il violino ero troppo piccola. Così iniziai a interessarmi alla musica e a studiare: alle medie ho studiato chitarra, e a 14 anni ho scritto il mio primo pezzo. Nel 2007 ho cominciato a fare concerti e alla fine ho incontrato Caterina Caselli, che ha creduto in me e ha prodotto il mio primo album. Da allora la mia attività artistica si è fatta più intensa.

Hai dei punti di riferimento?
Sicuramente ho subìto un grande fascino da parte della musica del passato, ma anche di quella del presente: ogni artista viene influenzato da tutto quello che ascolta e da tutte le cose che gli piacciono e non gli piacciono.

Cosa farai dopo quest’esperienza?
Riprenderò il tour e mi dedicherò alla promozione del mio lavoro. Poi cercherò di raccogliere idee per un prossimo disco che arriverà prima o poi.

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Irene Fornaciari: “Scrivere è come fare un figlio”

Eliminata nella serata dei duetti internazionali, Irene Fornaciari si è presentata a Sanremo con un brano ricco di brio e dal ritmo scattante, che più volte ha scatenato in sala stampa il delirio. Alcuni colleghi sono stati conquistati dalla sua canzone e si sono addirittura esibiti per Irene in un ballo di gruppo. ‘Grande Mistero’ è stato scritto per la cantante da Davide Van De Sfroos.

Tu metti sempre molta grinta nelle tue performance.
La musica va vissuta così: con energia e spensieratezza. La prima sera sono stata criticata per essere stata eccessiva, ma io sono stata solo me stessa. È andata così. Ho espresso quello che mi trasmetteva la mia musica. Essere arrivata fin qui è stata veramente un’emozione: l’ultimo anno è stato per me ricco di belle sensazioni. Sapevo che ci sarebbe stato il rischio di essere eliminata quasi subito e così è successo, ma credo ancora nella mia canzone.

Che significa per te aver cantato un pezzo scritto da Davide Van De Sfroos?
Sono orgogliosa di averlo cantato e di continuare a cantarlo: penso che questo pezzo possa piacere alle radio, perché è incalzante e di grande impatto energetico.

Cosa ci puoi raccontare del tuo ultimo album?
Il mio album è per me un lavoro di grande importanza. È una raccolta di tante collaborazioni, e sono contenta perché sono riuscita a tirare fuori tutte le mie anime. Molti artisti mi hanno dato una mano e una grande spinta. Mi hanno trasmesso energia e mi hanno dimostrato la loro stima e il loro affetto. Alcune canzoni, comunque, sono scritte da me.

Hai qualche rammarico, per quanto riguarda la tua esibizione sul palco dell’Ariston?
È chiaro che si può sempre fare meglio. Tuttavia l’emozione che ho provato sul palco di Sanremo non l’ho mai provata da nessuna parte. Sicuramente la mia performance poteva essere migliore. Mi spiace di essere stata eliminata, perché il testo è da scoprire e forse al primo ascolto non arriva del tutto: mi spiace soprattutto per il rispetto che ho della canzone, perché ormai in famiglia siamo abituati ad arrivare ultimi. Per il resto penso che Sanremo sia un inizio, e non sono per niente preoccupata.

Cosa pensi di quest’edizione del Festival?
Secondo me questo Festival è di alto livello. Ci sono voci interessanti e bellissime, c’è varietà nelle canzoni e il cast è stato scelto molto bene.

Cosa esprime ‘Grande Mistero’?
Questa canzone parla della fragilità dell’essere umano: “Questo boato che ho sotto il respiro rimane il mio grande mistero”. Il grande mistero è la forza che ognuno ha dentro di sé. È una forza che può essere sì costruttiva, ma anche distruttiva, perché le cose belle per una persona sensibile diventano meravigliose, ma quelle brutte diventano insormontabili. ‘Grande Mistero’ è nata in seguito a una chiacchierata che feci con Davide a Genova. Lui me l’ha scritta e poi io con l’arrangiamento l’ho fatta un po’ più mia. A volte si può sembrare molto sicuri di sé quando dentro, invece, conserviamo fragilità.

Pensi che la tua carriera sia stata agevolata dal tuo cognome così importante?
Per quanto riguarda il mio cognome, ci sono dei pro e dei contro e non voglio fare la vittima della figlia d’arte. All’inizio tutto è più facile: la gente ti riceve e sai a chi rivolgerti, ma poi devi fare i conti con i pregiudizi e con il muro che molte persone si creano nei tuoi confronti. Però penso che se una persona fa il proprio lavoro con impegno ed energia riuscirà a seminare per poi raccogliere i frutti. Dal 2003 penso di aver seminato e adesso sto avendo tutte le mie soddisfazioni. Sto facendo molte date live. Per me l’energia del pubblico è fondamentale: sono stra-soddisfatta.

Ti piace più cantare o scrivere canzoni?
Io amo sia scrivere che cantare. Scrivere è come fare un figlio, e poi cantare una canzone che hai scritto è una soddisfazione.

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Giulia Anania: “E’ bello fare le cose piano”

Giulia Anania è una degli artisti che sono riusciti a guadagnarsi la possibilità di essere al Festival grazie a Sanremo Social, la selezione musicale dei Giovani effettuata su Facebook. L’autrice romana non è arrivata in finale, ma può consolarsi con il Premio AFI (Associazione Fonografici Italiani) che le viene consegnato proprio oggi. La sua canzone ‘La mail che non ti ho scritto’ esprime perfettamente una situazione non raccontata, tante domande che non ricevono delle risposte. Ecco, però, cosa Giulia ha risposto alle nostre, di domande.

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Giordana Angi: “Ringrazio Gianni Morandi per aver creduto in me”

La diciottenne Giordana Angi si è presentata a Sanremo con il brano ‘Incognita poesia’, scritto quando aveva 15 anni. Giordana ha avuto l’opportunità di salire sul palco dell’Ariston ma la sfida con Alessandro Casillo, reduce dal programma ‘Io canto’ e quindi molto amato dal pubblico televotante, non è stata a suo favore. La cantante ci racconta la sua esperienza.

Cosa ti porti a casa da quest’avventura sanremese?
Sono davvero contenta di aver partecipato a Sanremo: Gianmarco Mazzi e Morandi hanno creduto in me. Mi hanno accolta a braccia aperte e grazie a loro ho cominciato un viaggio che mi porterà a incidere un disco. L’unica critica: il meccanismo. Puoi mettere due quadri a confronto? Non accosto eliminazione e scontro alla musica. Sarebbe stato forse più giusto mettere gli otto concorrenti tutti insieme e lasciare il televoto libero. Ero cosciente, tuttavia, di quello a cui andavo incontro. Per me è stato un passaggio. Quel che verrà starà a me dimostrarlo.

Come nasce la tua musica?
Nasce da un mio percorso, che è stato soprattutto un cammino di vita. Ne ho assaporato diversi aspetti.

Ti dispiace non esserti potuta esibire durante la finale? Parto dal presupposto che con 210 euro ho registrato una canzone che mi ha permesso di arrivare fin qui. Il brano l’ho realizzato da sola a casa. Non mi sento scoraggiata. Sono soddisfatta e incredula per tutto ciò che mi è capitato.

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