Eliminata nella serata dei duetti
internazionali, Irene Fornaciari si è presentata a Sanremo con un brano
ricco di brio e dal ritmo scattante, che più volte ha scatenato in sala
stampa il delirio. Alcuni colleghi sono stati conquistati dalla sua
canzone e si sono addirittura esibiti per Irene in un ballo di gruppo.
‘Grande Mistero’ è stato scritto per la cantante da Davide Van De Sfroos.
Tu metti sempre molta grinta nelle tue performance.
La musica va vissuta così: con energia e spensieratezza. La
prima sera sono stata criticata per essere stata eccessiva, ma io sono
stata solo me stessa. È andata così. Ho espresso quello che mi
trasmetteva la mia musica. Essere arrivata fin qui è stata veramente
un’emozione: l’ultimo anno è stato per me ricco di belle sensazioni.
Sapevo che ci sarebbe stato il rischio di essere eliminata quasi subito e
così è successo, ma credo ancora nella mia canzone.
Che significa per te aver cantato un pezzo scritto da Davide Van De Sfroos?
Sono orgogliosa di averlo cantato e di continuare a cantarlo:
penso che questo pezzo possa piacere alle radio, perché è incalzante e
di grande impatto energetico.
Cosa ci puoi raccontare del tuo ultimo album?
Il mio album è per me un lavoro di grande importanza. È una
raccolta di tante collaborazioni, e sono contenta perché sono riuscita a
tirare fuori tutte le mie anime. Molti artisti mi hanno dato una mano e
una grande spinta. Mi hanno trasmesso energia e mi hanno dimostrato la
loro stima e il loro affetto. Alcune canzoni, comunque, sono scritte da
me.
Hai qualche rammarico, per quanto riguarda la tua esibizione sul palco dell’Ariston?
È chiaro che si può sempre fare meglio. Tuttavia l’emozione che
ho provato sul palco di Sanremo non l’ho mai provata da nessuna parte.
Sicuramente la mia performance poteva essere migliore. Mi spiace di
essere stata eliminata, perché il testo è da scoprire e forse al primo
ascolto non arriva del tutto: mi spiace soprattutto per il rispetto che
ho della canzone, perché ormai in famiglia siamo abituati ad arrivare
ultimi. Per il resto penso che Sanremo sia un inizio, e non sono per
niente preoccupata.
Cosa pensi di quest’edizione del Festival?
Secondo me questo Festival è di alto livello. Ci sono voci
interessanti e bellissime, c’è varietà nelle canzoni e il cast è stato
scelto molto bene.
Cosa esprime ‘Grande Mistero’?
Questa canzone parla della fragilità dell’essere umano: “Questo
boato che ho sotto il respiro rimane il mio grande mistero”. Il grande
mistero è la forza che ognuno ha dentro di sé. È una forza che può
essere sì costruttiva, ma anche distruttiva, perché le cose belle per
una persona sensibile diventano meravigliose, ma quelle brutte diventano
insormontabili. ‘Grande Mistero’ è nata in seguito a una chiacchierata
che feci con Davide a Genova. Lui me l’ha scritta e poi io con
l’arrangiamento l’ho fatta un po’ più mia. A volte si può sembrare molto
sicuri di sé quando dentro, invece, conserviamo fragilità.
Pensi che la tua carriera sia stata agevolata dal tuo cognome così importante?
Per quanto riguarda il mio cognome, ci sono dei pro e dei
contro e non voglio fare la vittima della figlia d’arte. All’inizio
tutto è più facile: la gente ti riceve e sai a chi rivolgerti, ma poi
devi fare i conti con i pregiudizi e con il muro che molte persone si
creano nei tuoi confronti. Però penso che se una persona fa il proprio
lavoro con impegno ed energia riuscirà a seminare per poi raccogliere i
frutti. Dal 2003 penso di aver seminato e adesso sto avendo tutte le mie
soddisfazioni. Sto facendo molte date live. Per me l’energia del
pubblico è fondamentale: sono stra-soddisfatta.
Ti piace più cantare o scrivere canzoni?
Io amo sia scrivere che cantare. Scrivere è come fare un figlio, e poi cantare una canzone che hai scritto è una soddisfazione.
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