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lunedì 5 luglio 2010

Brancher si dimette

Ha annunciato oggi le proprie dimissioni presso il Tribunale di Milano, il Ministro, Aldo Brancher.
Il motivo?
Le troppe polemiche e la possibile presentazione di una mozione di sfiducia da parte del Pd e dell’Idv.
Mozione di sfiducia che sarebbe dovuta essere presentata questo giovedì e avrebbe potuto creare problemi all’interno della maggioranza.

Nominato dal Presidente della Repubblica lo scorso 18 giugno come Ministro senza Portafoglio, Aldo Brancher è stato incaricato, in seguito, Ministro del Federalismo e del Decentramento, ma il suo mandato è stato breve, poiché ci sono stati immediatamente degli scontri con l’opposizione.
Il Pd e l’Italia dei Valori accusarono Brancher di essere stato nominato strumentalmente, poiché attraverso questa nomina egli avrebbe potuto crearsi “uno scudo dai processi”, ossia rinviare i processi in cui era coinvolto, legati alla Banca Antonveneta.
Brancher, accusato di appropriazione indebita e ricettazione, difatti avrebbe potuto ricorrere al legittimo impedimento, ma il Presidente del Consiglio aveva esplicitato il perché della sua nomina, affermando che Brancher sarebbe stato un valido sostegno al Governo per la messa in atto di un “Federalismo giusto” e per favorire la modernizzazione del paese.

Silvio Berlusconi, appena sapute le dimissioni di Brancher, ha dichiarato in una nota: “Ho condiviso con Aldo Brancher la decisione di dimettersi da Ministro.
Conosco e apprezzo ormai da molti anni l’on. Brancher e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato.
La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali.
Sono certo che superato questo momento l’on. Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all’operato del Governo e alla coalizione”.

Brancher ha affermato di aver deciso di dimettersi per difendere la propria innocenza e ha dichiarato alla stampa: “Pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese, ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perché finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni.”

mercoledì 25 novembre 2009

Csm: a rischio dal 10 al 40% dei procedimenti penali

E’ iniziato ieri in Senato l’iter parlamentare per il disegno di legge presentato dal Governo per realizzare il principio della “ragionevole durata dei processi”, un principio richiesto da anni dal Consiglio D’Europa all’Italia, che da sempre si è distinta per la durata interminabile dei suoi procedimenti civili e penali.
Il ddl sul “processo breve” cerca perciò di accorciare i tempi di tutti i procedimenti per reati con pene non superiori ai 10 anni e per i soggetti incensurati, prevedendo la durata massima di 6 anni per ogni processo (non più di 2 anni per ciascun grado di giudizio), dopo i quali scatterà la prescrizione.
I processi che saranno sottoposti alla normativa sono molti, ma sono esclusi quelli riguardanti i reati di mafia, terrorismo, rapina e omicidio, che dovranno sempre essere seguiti con grande attenzione dal Pubblico Ministero.

Tuttavia sono partite lo stesso le polemiche da parte del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che vede il disegno di legge, presentato dal Governo, come un provvedimento legislativo ad personam, poiché i processi in cui è imputato il Premier Silvio Berlusconi, dal caso Mills al caso Mediaset e Mediatrade, potrebbero essere estinti.
Inoltre si è schierato contro il provvedimento anche il Csm, dichiarando che il disegno di legge avrà un impatto molto negativo sul sistema giudiziario poiché a causa della normativa potrebbero “finire nel nulla alcuni dei processi più importanti” e quindi di conseguenza potrebbe aumentare “il rischio di impunità.”

“Il 40 % dei procedimenti penali è a rischio, con possibili punte del 50% a Roma, Bologna e Napoli. Per quanto riguarda le cause civili, il pericolo può investire la metà dei processi, i due terzi nella sola capitale.”
Solo nella città di Torino sono 28 i procedimenti che potrebbero cadere in prescrizione, tra cui quello che riguarda l’Eternit, ossia il processo volto al risarcimento dei famigliari che hanno perso i propri cari morti sul luogo di lavoro per via dell’amianto.
Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha affermato anche lui la propria indignazione.
Il consigliere del Csm, Giuseppe Maria Berruti, ha spiegato che sicuramente quando la norma andrà in vigore “nessuno più ricorrerà ai riti alternativi” e che gli avvocati “legittimamente, punteranno alla prescrizione.”
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ribadito invece che “il ddl è giusto per garantire tempi certi ai processi.”
Alla sua voce si aggiunge quella del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che rispondendo alle critiche dell’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha esplicitato che “l’obiettivo della riforma è condivisibile”, “la proposta di legge Gasparri-Quagliariello-Bricola è una proposta che mette al centro il cittadino, in quanto consente di fornire una risposta certa alla domanda di giustizia, cioè in un tempo breve si arriva ad una sentenza definitiva.”
“Gli ultimi numeri sui processi che andrebbero prescritti sono iperbolici e infondati.”

sabato 29 agosto 2009

La Gelmini: professori in cattedra solo dopo tirocinio

"L'obiettivo è quello di avere docenti finalmente più preparati"."Ci sarà una selezione severa per chi ha in mano il futuro dell'italia."Il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini presenta le novità che saranno introdotte in ambito scolastico.

Dopo le norme comportamentali per gli studenti e il voto espresso in numeri, il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini si concentra sugli insegnanti prefiggendo due obiettivi principali da raggiungere nel breve termine: formare un corpo docente più preparato e abolire il precariato.

Due obiettivi che sono stati esplicitati in questi giorni al Meeting di Cl, che si è tenuto come ogni anno a Rimini, dove il Ministro ha anche dichiarato che la selezione degli insegnanti sarà severa e che saranno sostituite le vecchie Ssis, ossia le vecchie scuole di Specializzazione per l'insegnamento secondario, necessarie dopo il conseguimento di una laurea magistrale, da un anno di tirocinio attivo di 475 ore, che permetterà agli aspiranti docenti, guidati da un tutor, di entrare in relazione con gli studenti e di imparare quindi sul campo il loro mestiere.
Scelta divenuta necessaria visto che le Ssis, secondo il parere del Ministro, non solo rappresentano "un sistema di formazione obsoleto", perché non permettono di legare la teoria alla pratica, ma anche hanno portato ad incrementare il precariato, continuando a funzionare pure quando le graduatorie erano state chiuse.
Il Ministro dell'Istruzione ha affermato perciò che è indispensabile prevedere dei test d'ingresso per la laurea magistrale e cercare di stabilire in anticipo il numero dei nuovi docenti da formare in base al reale fabbisogno.
Inoltre gli insegnanti dovranno possedere competenze tecnologiche, conoscere la lingua inglese e seguire dei corsi che permetteranno loro di avere una preparazione nei confronti degli alunni con disabilità.

Per quanto riguarda la scuola d'infanzia e primaria servirà una laurea quinquennale e superare una prova d'accesso necessaria per conseguire la specifica abilitazione.

giovedì 3 luglio 2008

Berlusconi pronto per Matrix

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, continua imperterrito la propria politica e ha annunciato ieri, in visita ad Acerra, che parteciperà stasera alla trasmissione di "Matrix", condotta dal giornalista Enrico Mentana.

La trasmissione sarà trasmessa in prima serata e il Premier ha affermato che presenterà il rapporto tra magistratura e politica.
Un rapporto da sempre caratterizzato da forti conflitti e ora resosi più burrascoso a causa dei provvedimenti legislativi promossi dal Governo: la norma blocca-processi e le normative che regolano le intercettazioni.
La norma blocca-processi, ossia la norma che propone di sospendere tutti i processi puniti con una reclusione non superiore ai 10 anni per reati commessi prima del 2002, è stata bocciata dal Consiglio Superiore della Magistratura, che l’ha definita incostituzionale e non funzionale.
La legge è stata già approvata dal Senato, ma il Csm ritiene che questa norma sia incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione, che tutela l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e con l’articolo 111, che regola lo svolgimento dei processi.

Il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino ha attaccato fortemente il governo e il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palmara, ha affermato che questi provvedimenti rischieranno di paralizzare ulteriormente il sistema.
Inoltre Luca Palmara ha definito la norma che regola le intercettazioni illiberale, perché "le intercettazioni come strumento investigativo vanno difese."
Stasera Silvio Berlusconi ribadirà le proprie posizioni e motiverà il programma svolto, fino ad oggi, dal Governo.
La norma sulle intercettazioni, come già aveva dichiarato il Popolo della Libertà, è necessaria per tutelare la privacy dei cittadini, che è stata violata troppe volte.
Invece, la norma blocca-processi è stata promossa per dare una priorità maggiore ai processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.

mercoledì 18 giugno 2008

Il Governo va avanti

È stato approvato oggi l’emendamento blocca-processi, proposto dai due senatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini.
Il Governo Berlusconi, quindi, continua imperterrito a portare avanti il proprio programma politico.
La motivazione principale, che ha spinto l’Esecutivo a promuovere questo provvedimento è stata rintracciata, dagli esponenti del Popolo della Libertà, nella necessità di dare priorità ai processi per reati più gravi.

L’opposizione ha continuato a ribadire la propria opinione, affermando che Berlusconi ha presentato una "norma ad personam."
A queste accuse ha risposto Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera: "si tratta di una misura richiesta da molti magistrati, primo tra tutti Maddalena di Torino, e necessaria dopo l'approvazione dell'indulto per riorganizzare gli uffici giudiziari."
Il Senatore dell’Italia dei Valori, Luigi Li Gotti, ha dichiarato che a suo parere questo è un "decreto schizofrenico", perché è incongruo con il programma del governo che ha aggravato le pene per il reato di omicidio colposo e, allo stesso tempo, con questo emendamento ha sospeso i processi per questo genere di reati.

Per protesta i senatori del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori hanno abbandonato l’aula prima del voto.
Diversa è stata la reazione dell’Udc-Autonomie e dei Radicali.
Il capogruppo dell’Udc, Giampiero D’Alia, ha affermato che "l’Udc non ha mai abbandonato" e non abbandonerà mai i lavori parlamentari.

Questa mattina inoltre è stato approvato anche l’emendamento che promuove l’utilizzo di 3000 militari per città a favore della sicurezza.
Saranno spesi per questo motivo 62,4 milioni di euro in due anni.

Alle ore 17.30, infine, il Consiglio dei Ministri si riunirà a Palazzo Chigi, per discutere a proposito dei provvedimenti legislativi, previsti in ambito economico, dei disegni di legge e delle leggi regionali.

lunedì 16 giugno 2008

L'emendamento blocca-processi

"I Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al decreto sicurezza un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale."
"si statuisce la assoluta necessità – quindi – di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.": Silvio Berlusconi.

"Si darà la priorità ai processi più urgenti e di particolare allarme sociale" se l’emendamento blocca-processi previsto dal Governo Berlusconi diventerà legge.
Secondo quanto stabilito dall’emendamento, presentato dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini, infatti, saranno sospesi per un anno tutti i processi per reati non gravi, commessi fino al 30 giugno 2002, "che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado", per favorire l’analisi di casi considerabili più importanti e che "destano particolare allarme sociale".

I Tribunali italiani, quindi, in base a quanto è stato stabilito dal Governo, dovranno affrontare, in questi anni, i reati più gravi come quelli relativi agli incidenti sul lavoro, quelli punibili con l’ergastolo o con condanne superiori a 10 anni: omicidio volontario, criminalità organizzata, tratta di schiavi, terrorismo, sequestro a scopo di estorsione.

Reagisce l’opposizione:
Lanfranco Tenaglia ha dichiarato che "l’emendamento presentato al Senato dai relatori del decreto sicurezza è l’ennesima norma ad personam che prevede una sospensione generalizzata di tutti i processi, cominciando da quelli che vedono imputato il premier".
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha reso noto che spera che il governo ritiri questo provvedimento, "per non rompere quel clima di collaborazione istituzionale che si è ben avviato fra maggioranza e opposizione".
Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha annunciato che ci sarà da parte della sua coalizione "un’opposizione dura e senza sconti dentro e fuori il Parlamento".

Berlusconi risponde alle critiche, scrivendo una lettera al Presidente del Senato, Renato Schifani, in cui afferma che l’opposizione non accetterà mai l’applicazione di questo emendamento soltanto perché "si applicherebbe anche ad un processo" nel quale lo stesso Berlusconi è stato "ingiustamente e incredibilmente coinvolto".

http://win.italianotizie.it/leggi.asp?idcont=500

sabato 14 giugno 2008

Enti locali spendaccioni senza fondo

Operazione trasparenza: "i dati si commentano da soli" ha affermato il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.

In nome della trasparenza e dopo aver consultato il garante della privacy, il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha pubblicato online, sul sito funzionepubblica.it, la lista delle spese effettuate nell’anno 2006 dai Comuni e dalle Regioni italiane.

Leggendo gli elenchi pubblicati dal Ministro si può conoscere il nome e il cognome del consulente assunto e la mansione da questo ricoperta, oltre che il guadagno percepito.
Dalla lunga lista risulta che sono stati stipulati più di 251 mila contratti e spesi 1.323 miliardi di euro, da parte degli Enti Locali italiani nel 2006, per richiedere delle consulenze e la collaborazione di soggetti esterni.

Ma tutto questo era indispensabile?
Dai dati si comprende che molte richieste di collaborazione potevano essere evitate.
Ecco alcune spese significative:
-a Torino sono stati investiti, per esempio, 60 mila euro per combattere le zanzare e 54 mila euro per verificare se i campi di calcetto sintetico fanno male;
-a Milano sono state richieste delle consulenze per collaudare le uniformi di ordinanza, sciarpe comprese, e sono stati finanziati corsi di ogni tipo, dal ballo liscio alla “somatica dello spazio”. Sono stati spesi 19 mila euro circa per il corso di ginnastica dolce;
-a Bologna, come ad Avellino, sono stati chiesti finanziamenti per consulenze non specificate;
-ad Ancona 40 mila euro sono stati destinati a corsi di estetista, invece, altri fondi sono stati utilizzati per la realizzazione della mappa dei pesci;
-a Roma sono stati stanziati 1.500 milioni di euro per un corso di informatica, 51 mila euro per il progetto "Presepe come gioco", 2 mila euro per il calendario della Polizia Municipale e 1.300 euro per collaudare il vestiario dei vigili;
-a Venezia sono stati spesi 15 mila euro per "identificare le possibili applicazioni del marchio Venezia".

Italianotizie.it

Intercettazioni: disegno di legge

"Il sistema delle intercettazioni era degenerato, perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale, che deve contrastare i crimini": Angelino Alfano.

È stato approvato dal Consiglio dei ministri, "all’unanimità e in un clima di grandissima concordia", il disegno di legge per tutelare la privacy dei cittadini e regolamentare le intercettazioni telefoniche.

Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha dichiarato in conferenza stampa che l’obiettivo principale di questo disegno di legge è quello di regolare la durata delle intercettazioni, di prevedere delle sanzioni per chi divulga in modo illecito i contenuti telefonici e di elevare gli standard di sicurezza.

Per attuare un’intercettazione dovrà, quindi, esserci una motivazione reale e non dovranno essere coinvolte persone innocenti ed estranee alle indagini.
La durata delle intercettazioni, secondo la normativa, non dovrà superare i 3 mesi e dovrà essere consentita soltanto per alcuni casi specifici: omicidio, mafia, criminalità organizzata, terrorismo, violenza contro donne, abuso di minori (reati con pena superiore ai 10 anni) e reati contro la Pubblica Amministrazione.
Questo provvedimento, afferma il Ministro, rispetta l’articolo 15 della Costituzione, che tutela la privacy dei cittadini, ed è in linea con le normative europee, perché secondo le medesime:
-devono essere stabilite quali sono le categorie di persone che possono essere soggette ad intercettazioni telefoniche
-deve essere esplicitata "la natura dei reati che vi possono dare luogo" e la durata delle intercettazioni
-devono essere tutelati gli interlocutori, che sono estranei alle indagini.

Questo provvedimento, aggiunge Alfano, è stato necessario perché "il sistema delle intercettazioni era degenerato" e perché "la privacy dei cittadini è stata violata troppe volte".
L’inizio di un’intercettazione sarà valutata e decisa da un organo collegiale e non da un singolo e le intercettazioni, dopo la fine di un procedimento, diventeranno inutilizzabili e non potranno essere divulgate al grande pubblico.
Chi non rispetterà queste normative sarà sanzionato: per i giornalisti è prevista una pena che va da 1 a 3 anni.

Il disegno di legge continuerà il suo iter legislativo e sarà valido per le intercettazioni che saranno effettuate successivamente alla sua entrata in vigore.

martedì 3 giugno 2008

L'Italia ha bisogno di stabilità

“Anni fa il sistema della domanda e dell'offerta si considerava capace di autocorreggersi, mentre tra i ministri c'è stata una discussione molto critica sui limiti delle remunerazioni o della logica delle remunerazioni fatte per questo tipo di prestazioni, cioè per i dirigenti d'impresa”: Giulio Tremonti.

Al consiglio dei ministri europei dell'Economia e delle Finanze di Bruxelles, il Ministro Giulio Tremonti ha introdotto il programma di risanamento economico previsto per l'Italia e ha annunciato che sarà applicata una Robin Hood tax sui profitti delle compagnie petrolifere.
Una tassa che non avrà effetti sull’andamento dei prezzi, ma servirà per evitare ulteriori sacrifici ai cittadini.
La motivazione principale che spinge il Governo a introdurre questa nuova imposta, definita dallo stesso Tremonti "un’imposta etica", è quella di ridistribuire le ricchezze ai più deboli.
"Sono temi che vedono vicino la destra e la sinistra - ha dichiarato il ministro - E’ necessario che ci sia un’informativa in Europa, ma queste sono iniziative assolutamente nazionali."
Questo provvedimento si ipotizza che sarà inserito nel decreto legislativo, che affiancherà questa estate, il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), che avrà una valenza triennale.

L’Italia, come stabilito dall’Ecofin, infatti, dovrà ottenere il bilancio in pareggio entro il 2011.
Secondo Tremonti l’obiettivo sarà raggiunto, perché i tagli fiscali previsti, ossia l’abolizione dell’Ici (tassa sulla prima casa) e la detassazione degli straordinari, non avranno un “impatto sul bilancio”.
Il Governo ha, in definitiva, in programma di recuperare 30 miliardi di euro in tre anni.

Al termine dell’Ecofin, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, riferendosi alla Finanziaria tradizionale, ha affermato che questa “era un film dell'orrore che non vogliamo più vedere” e ha aggiunto che il paese adesso ha bisogno di stabilità e certezza.

L’Onu e la Chiesa: no al reato di clandestinità!

In Italia, il Governo Berlusconi sta tentando di combattere l’immigrazione clandestina, un fenomeno che negli ultimi anni è stato alimentato notevolmente dagli overstayers, ossia dagli immigrati regolari, che permangono nel nostro paese, addirittura dopo la scadenza del permesso di soggiorno.
Il metodo, per ovviare a questo problema, è stato proposto dall’Esecutivo al Primo Consiglio dei Ministri, attraverso il Pacchetto Sicurezza, ma a quanto pare il provvedimento non ha avuto l’approvazione né dell’Onu, né della Chiesa.

Infatti, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, dopo le prime misure prese dal Governo italiano, ha dichiarato: "basta con atteggiamenti xenofobi... in Europa, le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l’immigrazione irregolare e minoranze indesiderate, sono una seria preoccupazione... esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano."

Uno stop è arrivato anche dal Vaticano: il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto ha affermato che gli stranieri non devono essere privati della propria libertà, per aver commesso un reato amministrativo.
Il cardinale Bagnasco ha inoltre aggiunto che "i centri di permanenza temporanea (CPT) devono essere davvero temporanei", perché "bisogna garantire agli immigrati il ricongiungimento familiare nei Paesi di accoglienza".
Se non c’è questo ricongiungimento, secondo la Chiesa, si può danneggiare drasticamente l’equilibrio famigliare.

All’accusa lanciata dal Palazzo di Vetro ha replicato la Farnesina, rendendo noto che questo disegno di legge "affronta il fenomeno dell'immigrazione illegale" ed è "in pieno rispetto delle direttive dell'Unione Europea".
Per quanto riguarda i recenti attacchi contro i campi rom: tutti i partiti hanno condannato questi fatti e l’Italia è "un paese da sempre in prima linea nella battaglia contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza"

Alcuni politici rispondono.
Il Presidente del Senato, Maurizio Gasparri: "Sono cattolico, apostolico e romano e non ritengo sia incompatibile con la religione cattolica una posizione di severità".
“Abbiamo grande rispetto del Vaticano, però dobbiamo anche mettere ordine nel Paese, come ci chiedono gli elettori, tanti cattolici”
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini: “L'Italia ha ben chiaro che c'è un dovere di solidarietà, ma sa anche che nell'ambito della legislazione nazionale bisogna garantire la sicurezza del cittadino”.
Il Ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, invece, si è chiesto come sia possibile che “l’Onu se la prende solo con l'Italia”, visto che il reato di immigrazione clandestina è previsto in altre nazioni europee.
Il Ministro Gianfranco Rotondi: “Sicuramente nel percorso parlamentare del disegno di legge si terrà conto delle posizioni espresse dal Vaticano”
Anche l’opposizione approfitta delle critiche per esprimere la propria posizione:
l'Italia dei Valori accusa il governo vigente di varare una “norma inefficace”; Anna Finocchiaro, esponente del Pd, invita ad una “riflessione profonda”, a cui si aggiunge il Presidente l’Udc, Rocco Buttiglione: "Siamo lieti che il Vaticano abbia riproposto le nostre tesi su questa materia. Il reato di immigrazione clandestina è sbagliato. In Parlamento il governo dovrá ascoltare anche la minoranza"

mercoledì 21 maggio 2008

Riforme entro due mesi

"Avevamo detto, chiedendo fiducia agli italiani, affinché ci assegnassero la responsabilità di governare, che avremmo lavorato immediatamente per risolvere alcune emergenze"
"Avevamo detto che avremmo tenuto il primo Consiglio dei Ministri a Napoli, per sottolineare simbolicamente l’attenzione del Governo" e per evidenziare l’impegno di quest’ultimo nella risoluzione dei "problemi che affliggono questa regione".

Il Capo del Governo, Silvio Berlusconi, ha iniziato così la conferenza stampa, tenutasi immediatamente dopo il primo Consiglio dei Ministri, che si è riunito a Napoli, oggi, il 21 maggio 2008.

L’obiettivo principale di questa prima riunione è stato quello di affrontare direttamente i problemi di maggior rilievo, che da lungo tempo preoccupano i cittadini italiani e danneggiano l’immagine del paese.
Dapprima il CDM ha discusso sul problema riguardante i rifiuti a Napoli, varando un decreto legge.
Successivamente ha affrontato il tema della sicurezza, definito dal Presidente come "un diritto primario che uno stato, che vuole essere tale, deve garantire ai cittadini" e infine si è discusso dei problemi economici italiani.

Per quanto riguarda la questione rifiuti, Silvio Berlusconi ha affermato che in questi ultimi quattro anni sono stati emanati quattro decreti legge che hanno tentato invano di risolvere la situazione.
Il decreto legge, varato oggi dal CDM, è composto da 17 articoli e vuole risolvere l’emergenza dei rifiuti in modo radicale.
Con questo decreto sono stati incrementati i compiti della protezione civile nazionale, che "dovrà coordinare l’azione del governo" ed è stato nominato Guido Bertolaso, il capo dipartimento della protezione civile, sottosegretario della presidenza del consiglio.
È stata considerata necessaria anche la futura attivazione di quattro termovalorizzatori per bruciare i rifiuti e la realizzazione di nuovi siti di discarica.
Infine ci sarà l’incentivazione della raccolta differenziata nella regione e saranno dati più poteri ai comuni, che dovranno gestire il loro territorio.

Per quanto riguarda la sicurezza sono stati presi quattro provvedimenti, raccolti nel "pacchetto sicurezza" del Ministro degli Interni, Roberto Maroni:
un decreto legge, che potrà essere in vigore già da domani; due decreti legislativi che saranno operativi entro 30 giorni e un disegno di legge, che seguirà una corsia preferenziale in Parlamento.
L’Italia inoltre aderirà al trattato di Prum, un trattato sostenuto da molti paesi europei, che si occupa della gestione di una banca dati sul DNA, per contrastare e reprimere la criminalità.
Gli elementi principali che caratterizzano il pacchetto sicurezza prevedono:
-la condanna dell’immigrazione clandestina;
-"la confisca degli appartamenti affittati ai cittadini irregolari";
-la revoca della patente e la confisca del veicolo per chi guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
-l’introduzione di nuovi poteri ai sindaci per prevenire i reati;
-una cooperazione tra la polizia municipale e le forze dell’ordine;
-il sequestro diretto da parte delle forze dell’ordine delle merci contraffatte;
-misure più efficaci per contrastare la mafia, come la confisca dei beni mafiosi e il divieto di patteggiamento in appello per reati di mafia;
-il controllo dei money transfert all’estero.
Saranno inoltre introdotti degli aggravanti per chi commetterà dei reati nei confronti dei disabili.

In conclusione Giulio Tremonti, il Ministro dell’economia e delle finanze, ha affrontato il problema dello sviluppo economico in Italia e della crescita economica zero.
In questo ambito:
-sarà azzerata l’imposta comunale sugli immobili (ICI);
-ci sarà la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività;
-chi ha contratto un muto a tasso variabile, potrà riportare il valore della rata ai livelli 2006, prolungando nel tempo il pagamento delle medesime rate.

http://win.italianotizie.it/leggi.asp?idcont=239

martedì 20 maggio 2008

Pacchetto sicurezza

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, presenterà domani al Consiglio dei Ministri “le norme del pacchetto sicurezza” che entreranno in vigore nel luglio 2008.

Uno degli elementi principali su cui punterà il programma di Maroni è l’introduzione di un decreto legge contro l’immigrazione clandestina, un provvedimento che ha generato, negli ultimi giorni, forti polemiche da parte dell’opposizione: infatti sia il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, sia il leader del Pd, Walter Veltroni, hanno più volte ribadito il loro “no al reato di immigrazione clandestina”.

In particolare Walter Veltroni ha dichiarato che questa azione sarebbe “inutile e dannosa” e bisognerebbe affrontare il problema dell’immigrazione in ottica europea: “le politiche della sicurezza e quelle dell’immigrazione devono essere raccordate e i controlli devono avere una dimensione continentale”.

Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, ha invece affermato che “il Governo saprà agire per sanzionare chi rimane in Italia da clandestino con le misure più drastiche e in linea con le norme europee”.

Un modello europeo importante e su cui bisognerà basarsi per alcuni aspetti, secondo Maroni, è quello spagnolo, che ha permesso la riduzione degli sbarchi del 70%, grazie ad un “rigido controllo navale”.

Il piano di Maroni si incentrerà anche sull’eliminazione di tutti i campi Rom abusivi, presenti in molte città italiane e sull’istituzione a Milano, Roma e Napoli di tribunali speciali per ovviare a questi problemi. È prevista inoltre l’introduzione di un visto per gli extracomunitari che vorranno soggiornare in Italia per tre mesi e un maggior controllo sulla permanenza dei medesimi e sui matrimoni combinati. La cittadinanza italiana sarà ottenuta soltanto dopo un periodo di permanenza in Italia e non immediatamente con il matrimonio.
Con il provvedimento si cercherà anche di disincentivare l’affitto in nero agli stranieri, attraverso pesanti sanzioni e il sequestro degli immobili. Non sarà considerata per ultima la necessità di aggravare le condanne per chi commette reati contro i minori, le violenze sessuali e per chi guida in stato di ebbrezza.