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martedì 1 marzo 2011

VI Stagione della Prevenzione: portiamo i nostri cuccioli dal veterinario

Spesso non ci rechiamo dal veterinario con il nostro cucciolo, per mancanza di voglia, tempo o denaro, e soprattutto evitiamo di farlo se lo vediamo in salute.
Tuttavia, fare un controllo almeno una volta all’anno è necessario ed è raccomandato dall'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, anche soltanto per aumentare la prospettiva di vita del nostro animale domestico.

Per questo motivo, la Hill's Pet Nutrition con l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e con il patrocinio della Federazione Nazionale Ordini Veterinari, ha organizzato la Sesta Stagione della Prevenzione, che permetterà a tutti, nel mese di marzo, di prenotare ed effettuare una visita gratuita per i propri animali di compagnia.

Il veterinario si metterà a disposizione dei piccoli pazienti, come durante qualsiasi visita di routine, e darà ai padroni, oltre che delle notizie sulla condizione di salute dei loro cani e gatti, anche diversi consigli sulla loro alimentazione, sull’igiene e sulla loro educazione.

"La prevenzione veterinaria - ha spiegato Carlo Scotti, presidente di Anvi - è un traguardo culturale a tre: proprietario, animale e medico veterinario. Per il tramite dell'animale, il medico veterinario entra in relazione con la società e agisce sui suoi diritti e sui suoi bisogni, diventando un mediatore imprescindibile del rapporto uomo-animale. Questo traguardo culturale - ha precisato Scotti - va di pari passo con il progressivo innalzamento della considerazione etica e giuridica dell'animale e delle conoscenze scientifiche".

Per prenotare una visita gratuita: 800189612 o StagioneDellaPrevenzione.it
Articolo su: Italianotizie.it

lunedì 26 luglio 2010

Diabete - osteoporosi

Il diabete e l’osteoporosi?
Due malattie correlate?
Sì, è così.
E’ questo ciò che ha affermato un’equipe di studiosi della Columbia University, guidata dal direttore del Department of Genetics and Development, Gerard Karsenty: diabete e osteoporosi, nonostante siano malattie apparentemente diverse, potrebbero essere da un lato estremamente interdipendenti.
Il tutto perché lo scheletro assume un ruolo fondamentale nella regolazione degli zuccheri nel sangue, durante la crescita e rigenerazione delle ossa in maniera normale, visto che l’osteocalcina, un ormone fondamentale nello sviluppo osseo, attivo insieme agli osteoblasti, dopo la distruzione ossea da parte degli osteoclasti, incita la produzione dell’insulina nel pancreas e quindi l’assorbimento di glucosio.

Questa scoperta apre delle prospettive positive nella cura del diabete, poiché i ricercatori hanno ipotizzato che attraverso l’osteocalcina si potrebbe favorire il metabolismo e controllare la produzione degli zuccheri.
Produzione che è monitorata dall’azione di due ormoni antagonisti: l’insulina e il glucagone, che permettono il mantenimento di un livello di zuccheri adeguato nel sangue, per la sopravvivenza dell’organismo e delle cellule nervose.
Per quanto riguarda l’osteoporosi gli studiosi hanno dichiarato che i farmaci adatti per la cura di questa malattia delle ossa, potrebbero favorire il diabete e quindi la non attivazione dell’osteocalcina, che opera soltanto dopo l’azione degli osteoclasti, cellule che distruggono le ossa e ne favoriscono la rigenerazione.
Si dovrebbero perciò ipotizzare nuove terapie.
Quindi, come afferma Gerard Karsenty: “Lo scheletro può diventare un nuovo bersaglio”, non solo per la cura dell’osteoporosi e di tutti i problemi che riguardano le ossa, ma anche “nel trattamento del diabete di tipo 2.”

Ulteriori informazioni: Rivista Cell

sabato 29 maggio 2010

Una corretta igiene orale fa bene al cuore

“Lavati i denti!”

Ce lo siamo sentiti dire tutti almeno una volta durante l’infanzia, sia dai genitori, sia dalle maestre, a scuola, dopo il pranzo.
E adesso un team di ricercatori anglosassoni ce lo ripete e ce lo ricorda, poiché una corretta igiene orale è fondamentale, non solo perché ci evita di passare ore dal dentista, ma anche perché previene malattie cardiocircolatorie.

L’equipe di studiosi inglesi ha effettuato un esperimento su 11 mila persone di ambo i sessi, un esperimento che, durato 8 anni, è stato pubblicato dal British Medical Journal e ha dimostrato empiricamente il legame molto forte che c’è tra l’igiene orale e i problemi cardiaci, indipendentemente da altri fattori che possono determinare malattie cardiocircolatorie, come diabete, obesità e familiarità.
Tutti i soggetti presi in esame dall’equipe sono stati indagati dal punto di vista clinico, seguiti e interrogati sui propri stili di vita e hanno fatto giungere a delle conclusioni non del tutto ovvie al senso comune: i soggetti che non hanno una corretta igiene orale, e che quindi non si lavano i denti almeno due volte al giorno, hanno un rischio pari al 70% in più rispetto agli altri di aver problemi cardiaci.
Inoltre una percentuale molto alta di soggetti che era stato ricoverato per malattie di questo tipo presentava problemi a livello orale: 555 dei soggetti posti sotto indagine.

Ma perché?

L’equipe, coordinata Richard Watt della University College London, spiega che il non lavarsi i denti causa delle infiammazioni e quindi la formazione di batteri all’interno della cavità orale. Infiammazioni che diventano infezioni e che arrivano, tramite le gengive, al nostro sangue, che a sua volta le trasporta e le diffonde all’interno del nostro corpo, provocando l’ostruzione delle arterie.

Quindi laviamoci i denti e ricordiamoci che il tempo minimo che dobbiamo dedicare alla pulizia è di due minuti e almeno due volte il giorno. Il controllo dal dentista? Almeno ogni 6 mesi.

domenica 11 aprile 2010

No rughe? No zuccheri

Mantenere una pelle giovane è da sempre stato un problema che assilla le donne di qualsiasi età, ma al attualmente anche gli uomini che prestano molta più attenzione alla propria estetica, ricorrendo anche a tecniche di lifting, che prima erano dirette ad un pubblico prettamente femminile.
Le rughe, ossia le pieghe della pelle, che iniziano a formarsi in una fascia d'età che va dai 20 ai 30 anni, sono quindi una preoccupazione che colpisce tutti.

Tuttavia oggi si prospetta una soluzione, una soluzione che, proposta dal Centro interuniversitario di Dermatologia biologica e psicosomatica di Firenze, Milano e Siena, può non solo prevenire la formazione di nuove rughe, ma anche facilitare la riduzione di quelle che già ci sono sulla nostra pelle.

Questa volta per rimanere giovani non ci viene proposto nè di comprare una crema, nè di subire interventi invasivi, ma semplicemente di controllare la nostra dieta.
Difatti, come hanno affermato gli esperti italiani, riuniti a Saint Moritz per la Winter Academy of Dermatology and Oncology, "due mesi di dieta, a basso contenuto di zuccheri, permettono la riduzione di più del 10% della presenza di rughe."
Riduzione che è favorita dalla diminuzione di assunzione di complessi di zuccheri e proteine, detti A.G.E. (Advanced Glycosilated End products), che solitamente "introduciamo in grandi quantità, mangiando cibi ricchi di zuccheri raffinati, come lo zucchero bianco e i dolcificanti contenuti nelle bibite e nei dolci industriali, o cibi cotti ad alte temperature (225 gradi)."

La dieta proposta dai ricercatori, che hanno effettuato un esperimento su un campione di 120 soggetti, di un'età media di 45 anni, si basa principalmente sul consumo di pesce (tonno, sgombro e sardine), carne bianca, spezie, olio di oliva, legumi, verdure e frutta (kiwi, frutti di bosco e agrumi), che hanno una funzione antiossidante.
Se ci facciamo caso possiamo notare che quella che ci viene consigliata è essenzialmente la dieta mediterranea.

Dovremo rinunciare a tutto?
No, non dovremo rinunciare proprio a tutto: gli alimenti che possono essere esclusi dalla lista di "nemici della pelle" infatti sono il cioccolato e il vino rosso che, come ha affermato Torello Lotti, direttore del Centro di Firenze, sono "ricchi di antiossidanti, con un effetto anti-Age che neutralizza anche le tossine assunte con la frittura, gli zuccheri e altre pietanze."
Inoltre i dolci si possono mangiare, ma preferibilmente la mattina, per colazione, per il resto basta non esagerare.

martedì 8 dicembre 2009

Perdi i capelli? Stai attenta alla tua dieta

Una donna su tre perde i capelli.
È questo il risultato allarmante che ci giunge dalla Gran Bretagna: la Vitabiotics Wellwoman Tricologic, compagnia britannica esperta in supplementi vitaminici, ha effettuato difatti un’analisi su un campione di donne inglesi e ha pubblicato, in questi giorni, i dati rilevati sul quotidiano Daily Mail.
Dati importanti che ci fanno comprendere come il fenomeno della calvizia stia aumentando esponenzialmente nel Regno Unito, coinvolgendo anche donne di giovane età.

I motivi? I motivi, come spiega l’equipe britannica, sono molti, ma, a quanto pare, non sono legati soltanto ad una predisposizione genetica, agli agenti climatici e stagionali, all’uso di determinati farmaci, al fumo, all’eccesso di radiazioni solari o allo stress, ma anche alla dieta.
Dieta che non deve essere drastica, perché in tal caso impedisce ai capelli di ricevere le sostanze nutritive necessarie per la loro sopravvivenza.
La tricologa Sara Allison ha dichiarato infatti alla stampa che “i capelli sono essenzialmente il tessuto meno importante per la sopravvivenza del nostro corpo e che perciò di conseguenza ricevono nutrienti solo dopo che tutti gli organi vitali hanno ricevuto ciò di cui hanno bisogno.”
E se queste sostanze nutritive mancano? Cadono.
Una dieta errata può provocare quindi un effetto a domino, ossia ad una iniziale caduta di capelli, che poi viene seguita da stress, ansia e depressione, dovuta alla successiva perdita di autostima “data l’importanza dei capelli nella vita personale delle donne.”
Quindi è meglio prevenire che curare.

Le norme fondamentali da seguire per mantenere una cute sana e protetta sono:
-evitare una esposizione solare prolungata, soprattutto senza usare creme o gel per capelli indicate;
-evitare il fumo
-evitare di praticare sport in modo eccessivo
-evitare situazioni stressanti
-cercare di avere una corretta igiene
-cercare di avere una dieta equilibrata, ricca di vitamine E, C e B (verdura, frutta, pasta, pane); proteine (uova, carne); sali minerali (frutta, verdura, uova, latticini, pesce) e acqua (due litri al giorno).

venerdì 17 luglio 2009

Allarme cosmetici pericolosi

Il Ministero della Salute ordina "l’immediato ritiro dal commercio dei cosmetici della Markwins International."

Erano cosmetici destinati a donne, ma soprattutto a ragazzine, venduti nei supermercati e nelle profumerie a prezzi molto competitivi quelli che sono stati ritirati dal commercio in seguito ad un’analisi dei carabinieri del Nas.
Il via all’indagine è stato permesso grazie all’azione di una donna che aveva chiesto l’intervento della Procura di Torino, inviando una lettera al procuratore vicario, Raffaele Guariniello.

"Vagando per negozi in un giorno di ferie, mi sono incuriosita per i prezzi veramente stracciati di certi cosmetici. I prodotti di quel genere costano almeno cinque volte di più..."

Lettera che ha incuriosito a sua volta Guariniello e ha fatto nascere dubbi che non erano infondati: difatti, i phard, i rossetti, i lucidalabbra, gli ombretti e tutti gli altri trucchi della Markwins International, che erano in vendita a prezzi non superiori ai 3 euro, erano prodotti in Cina, precisamente nella provincia di Guangdong ed erano ricchi di metalli pesanti come cromo e nichel, arsenico e piombo, nonché contenevano tracce di contaminazione microbiologica.
I risultati di laboratorio sono stati quindi raccapriccianti e hanno portato il Ministero della Salute ad intervenire immediatamente, chiedendo il ritiro di tutta la gamma dei prodotti della multinazionale americana dai supermercati e dalle profumerie di tutta Italia, visto la loro pericolosità.
I trucchi erano molto dannosi e nocivi, perché potevano portare non solo ad allergie e dermatiti, ma anche ad altre gravi infezioni dell’epidermide, causate dalla proliferazione di batteri e funghi.

Ora sono indagate una decina di persone nell’ambito della distribuzione del prodotto in Italia e il responsabile del settore cosmesi della Markwins International.

http://win.italianotizie.it/leggi.asp?idcont=3324

mercoledì 27 maggio 2009

Fai attenzione Tu che, per superare gli esami, ti fai aiutare dalle Smart Drugs

Le smart-drugs aumentano le capacità cognitive? Sì, ma poi hanno effetti devastanti sulla memoria.

Vogliono aumentare la propria "attenzione, concentrazione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacità organizzativa e decisionale", per questo molti studenti utilizzano le smart-drugs, ossia delle droghe low-cost, conosciute in Italia come droghe-furbe: droghe legali, che sono rintracciabili facilmente negli smart-shop e anche sul web.

Ma la comunità scientifica del Cnr lancia un allarme: queste droghe che apparentemente aumentano le capacità cognitive, poi portano a conseguenze disastrose.
Difatti, i soggetti sani che le assumono inizialmente hanno dei benefici dal punto di vista cerebrale, perché sentono di meno la fatica e apprendono più facilmente.
Effetti che però non persistono, perché a lungo andare chi le utilizza si trova a vivere in condizioni di ansia e di facile irritabilità, oltreché subisce forti danni alla memoria.
La dottoressa Anna Lisa Muntoni dell'Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari ha precisato che queste droghe oltre che disturbare "i meccanismi del sonno [...] perdono il loro effetto migliorativo delle capacità cognitive in qualche giorno", mettendo "a serio repentaglio la memoria e la salute" del soggetto sano che le utilizza.
Quindi, per questi motivi, sono altamente sconsigliate.
È indispensabile rischiare di subire danni irreversibili a livello celebrale e dipendenza verso sostanze dannose, per ottenere risultati efficienti soltanto per un breve periodo?
No. Per mantenere la concentrazione è sufficiente cercare di non farsi prendere dall'ansia e affrontare positivamente lo studio, come si è sempre fatto prima dell'esistenza delle smart-drugs.

Italianotizie.it

martedì 28 aprile 2009

Febbre suina: massima allerta

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha alzato il livello di allerta: la febbre si sta diffondendo.

La febbre suina che ha colpito il Messico, una settimana fa, si sta propagando non solo negli USA, ma anche in Europa.
In Messico il numero delle vittime è salito a 152 e le persone ricoverate con sintomi riconducibili alla febbre suina (virus A/H1N1) sono 1.650.
Negli Stati Uniti i soggetti colpiti dal virus sono 40.
In Europa sono stati accertati tre casi, due in Scozia e uno in Spagna.
Keiji Fukuda, vice direttore dell'OMS, ha annunciato che "nessun paese è immune dal rischio" e che ci troviamo al quarto livello d'allerta, di una scala costituita da sei livelli.
Questo significa che per ora non è ancora detto che possa esserci una vera e propria pandemia, ma che si sta correndo il rischio.
In Ucraina, Kazhakstan, Cina, Tailandia e nelle Filippine la carne suina è stata messa al bando.
Negli aeroporti italiani c'è preoccupazione che il virus possa essere portato anche in Italia. Molti viaggiatori, che dovevano recarsi in Messico e nelle zone prese di mira dal virus, hanno rinunciato al viaggio.
Il Ministero della Salute e del Lavoro sta diffondendo un foglio di istruzioni da seguire per chi parte e arriva.

Chi parte deve "evitare la visita di mercati o di fattorie in cui si può venire a contatto con suini che potrebbero essere infetti; può consumare cibi a base di carne suina solo dopo accurata cottura; deve evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca."
Chi arriva e "ritiene di essere stato esposto a contatti con suini o con persone affette da influenza suina" deve "tenere sotto controllo lo stato di salute per almeno 7-10 giorni." Se in questo periodo inizia ad accusare disturbi simili a quelli influenzali deve "consultare telefonicamente un medico o contattare i numeri telefonici che verranno indicati, segnalando il viaggio e l'eventuale contatto con suini o persone affette da influenza."

In caso di necessità "si può contattare l'Ambasciata d'Italia a Città del Messico ai seguenti numeri: 0052 55 55964493, durante l'orario di Ufficio dalle ore 9.00 alle 16.30; 00521 55 54372596 Cellulare di reperibilità."

Ulteriori informazioni: Governo.it

(Foto © ANSA)
Italianotizie.it

domenica 26 aprile 2009

Allarme febbre suina: il virus si sta diffondendo in tutto il mondo

Gli Usa hanno dichiarato lo stato d'emergenza sanitario. La situazione è alquanto critica.
L'epidemia di febbre suina che ha colpito il Messico, mettendo a KO un intero paese, si sta diffondendo in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti sono già stati accertati 20 casi e il presidente americano Barack Obama si è dichiarato "molto preoccupato" anche perché la situazione potrebbe peggiorare drasticamente.

Tutti i viaggiatori provenienti dai paesi a rischio saranno sottoposti a controlli e verifiche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sta monitorando la situazione da Ginevra, ha esplicitato che sarà preparato un vaccino, in caso sia necessario.
Il virus non viene trasmesso attraverso il cibo e non c'è nessun rischio di contrarlo se si mangia carne ben cotta.
In Italia, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha inviato dei volantini che spiegano come agire ai viaggiatori che sono entrati in contatto con dei suini o persone affette dall'influenza suina.
Inoltre da lunedì, 27 aprile, sarà predisposto un numero verde per i viaggiatori che si recheranno nei luoghi dove è stata contratta l’influenza.
La Farnesina, tuttavia, sconsiglia di recarsi nelle zone a rischio.

Sul sito del Ministero della Salute si può leggere che non bisogna allarmarsi perché in Italia come in Europa si saprebbe rispondere "ad un’eventuale pandemia influenzale, difatti sono già disponibili 40 milioni di dosi di antivirali".
Tra l’altro in Italia, ha dichiarato il Ministro, "non sono mai stati importati suini vivi da quelle zone".

Chi è colpito dal virus manifesterà dei disturbi simili a quelli della classica influenza stagionale, come febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse, mal di gola, raffreddore, nausea, vomito, dolori muscolari...
Il virus si può contrarre soltanto attraverso l’esposizione diretta: dai maiali all'uomo, da persona a persona, tramite la tosse e gli starnuti, o attraverso il contatto con superfici infette.
Per ora nel mondo sono stati riscontrati soggetti con sintomi ricollegabili a quelli dell’influenza suina, oltre che in Messico e negli Stati Uniti, in Francia, Spagna, Israele e Nuova Zelanda, ma il tutto è ancora da verificare.

(Foto © ANSA)
Italianotizie.it

venerdì 17 aprile 2009

Non solo gli anziani possono essere colpiti da ictus

L'ictus? Colpisce anche gli under 45.

Sono 4.200 le persone colpite annualmente da ictus, al di sotto dei 45 anni di età: sono questi i dati sbalorditivi presentati da Maria Luisa Sacchetti, presidente dell'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, al Policlinico Umberto I di Roma.
L'ictus, quindi, come ha dichiarato la ricercatrice universitaria, esperta in malattie cardiovascolari, non colpisce esclusivamente gli anziani, ma anche i giovani e i bambini e perciò è necessario che tutti siano informati a proposito dei rischi di questa malattia, provocata dalla chiusura o dalla rottura di un'arteria.
Dall'indagine effettuata su un campione di studenti dell’Università di Roma, La Sapienza, è risultato che soltanto una percentuale molto bassa di giovani, al di sotto dei 35 anni, saprebbe riconoscere i sintomi di un ictus.

I sintomi?
Principalmente il soggetto che ha un ictus ha un annebbiamento o la perdita della vista.
Tuttavia i sintomi più comuni sono un senso di debolezza, vertigini, mancanza di coordinazione e paralisi di una parte del corpo.
La prima cosa da fare in caso di ictus è chiamare il 118, in modo che i medici possano intervenire prontamente, infatti esiste una terapia eseguibile soltanto entro le prime tre ore dall'attacco.

Le cause che possono provocare un ictus sono molte e non sono necessariamente legate ad una predisposizione ereditaria, perché è l'abuso di alcolici, il fumo, un'alimentazione non equilibrata, l'obesità, una vita sedentaria e l'uso di droghe, che favorisce questo genere di attacchi.
Inoltre le donne che usano contraccettivi e fumano hanno una probabilità maggiore rispetto alle altre di essere colpite da un ictus.
E quindi l'unico modo per proteggersi è quello di prevenire, perché l'ictus in alcuni casi può essere mortale, in altri può provocare una disabilità e dei problemi motori permanenti.

Che cosa fare per prevenire?
Prima di tutto sarebbe necessario fare una dieta equilibrata mangiando frutta e verdura, diminuendo l'uso del sale da cucina e l'assunzione di cibi grassi e fritti.
In secondo luogo sarebbe opportuno fare dell'attività fisica, anche soltanto per 30 minuti al giorno, oltre che evitare l'abuso di alcool, fumo e le droghe.
Italianotizie.it

lunedì 15 dicembre 2008

Non mangi carboidrati? Allora stai attento alla tua memoria

Holly Taylor: "il cibo ha un effetto immediato sul comportamento cognitivo e le diete povere di carboidrati hanno un grande impatto negativo sul pensiero e sulla memoria."

Pasta, pane e patate: assumere carboidrati è fondamentale per mantenere la nostra memoria.
L'ha confermato, in questi giorni, lo studio di un’équipe oltreoceano, che, coordinata da Holly Taylor, ha analizzato cognitivamente e sottoposto a due diete differenti un campione di 19 donne, tra i 22 e i 55 anni.
I risultati, pubblicati dai ricercatori statunitensi sulla rivista Appetite, come si può immaginare dalla premessa, sono i seguenti:
Taylor ha notato empiricamente che le donne che erano state sottoposte ad una dieta povera di carboidrati avevano dimostrato dopo una settimana, attraverso test cognitivi di controllo, capacità di memoria e di reattività visiva ridotta rispetto alle donne che avevano continuato ad assumere regolarmente carboidrati.
Questo perché, come hanno spiegato gli studiosi, la mancanza di carboidrati pregiudica l'arrivo al cervello del glucosio, ossia dello zucchero, fondamentale per lo svolgimento delle funzioni mnemoniche e cognitive.
Perciò è fondamentale quando si vuole dimagrire consultare un medico e diffidare delle diete che escludono i carboidrati dall'alimentazione giornaliera, perché per perdere dei chili di troppo non si può rischiare di perdere la propria memoria.

Tuttavia chi ha già intrapreso una dieta povera di carboidrati non deve allarmarsi, perché gli studiosi non hanno esitato nell'effettuare anche l'esperimento inverso: le donne, che erano state sottoposte ad una dieta povera di carboidrati, infatti, sono state risottoposte ad una nuova dieta più equilibrata e hanno così riacquisito le capacità cognitive perdute, ritornando ad una condizione di normalità.

Italianotizie.it

giovedì 17 luglio 2008

HealthMap, un nuovo servizio di Google

In periodo di vacanze, soprattutto se si punta per luoghi esotici, ci si chiede spesso se si potranno incontrare delle malattie. Una soluzione prova a darcela Google tramite una sua nuova invenzione, la HealthMap.

È arrivata un po’ dopo la Google Map, il nuovo servizio online offerto da Google, che presenta attraverso una mappa interattiva tutte le epidemie presenti sul globo.
Questa mappa denominata HealthMap, ossia letteralmente Mappa della Salute, è stata creata con la collaborazione di un gruppo di ricercatori del Boston Children's Hospital e dell'Universita' di Harvard.

Il servizio messo a disposizione da Google, come tutti gli altri servizi offerti dal famoso motore di ricerca, è gratuito ed è accessibile facilmente, anche se per ora non è disponibile in lingua italiana.

Questo servizio è a contatto con l’Oms, ossia l’Organizzazione Mondiale della Sanità e permette ad ogni utente di rintracciare le malattie esistenti, attraverso la navigazione su una cartina geografica interattiva, che le visualizza paese per paese.
John Brownstein, il responsabile del progetto, ha dichiarato che questo servizio sarà molto utile alla collettività perché in questo modo si potranno scoprire nuove epidemie e monitorare quelle già conosciute.

Le notizie riguardanti le epidemie vengono rintracciate dal servizio attraverso un analisi accurata delle discussioni e dei contenuti presenti su molti siti web, che utilizzano determinate parole chiave. In seguito, le malattie vengono localizzate geograficamente e di queste viene stabilita la rilevanza.
Il tutto avviene grazie ad un calcolo di algoritmi, che permettono di distinguere le notizie flash dagli articoli che propongono delle campagne di sostegno a favore di una certa malattia.
I dati che riescono ad essere posizionati sulla mappa, attualmente, sono circa 300 al giorno e presentano in modo dettagliato le patologie.
Ogni utente che accede al servizio può personalizzare la mappa secondo le proprie esigenze.
Per quanto riguarda le patologie presenti in Italia per ora la mappa di Google ne segnala soltanto due.
John Brownstein ha affermato che si è notato, attraverso questo studio, che le epidemie sono più numerose in aree con una situazione economica instabile.
Tuttavia il progetto è ancora da sviluppare per permettere una totale copertura e l'individuazione di tutte le malattie presenti nel mondo.

Buona navigazione: HealthMap

sabato 21 giugno 2008

E' arrivata la vera estate

Fa caldo in tutta Italia: le temperature sono elevate.
È necessario prevenire i rischi.

Il 21 giugno ha portato con sé il sole e le alte temperature.
La Protezione Civile ha analizzato le condizioni meteo che caratterizzeranno la nostra penisola, nei prossimi giorni, e ha individuato, che queste potrebbero avere degli effetti negativi sulla popolazione, se non vengono prese le giuste precauzioni.

I soggetti che possono essere colpiti, più facilmente, dal caldo sono i bambini, gli anziani e le persone che si trovano in condizioni fisiche non del tutto ottimali o che effettuano delle attività all’aperto nelle ore di punta.

Il Ministero della Salute, in collaborazione con la Protezione Civile, ha iniziato a diffondere, già da maggio, degli opuscoli per far conoscere ai cittadini i rischi e pericoli, che possono essere portati dalle stagioni calde e afose.

In queste brochures viene precisato che un’esposizione prolungata al sole potrebbe provocare uno stato di confusione, di debolezza, crampi, svenimenti, gonfiore, stress o colpi di calore.

Per combattere i possibili rischi ogni cittadino dovrebbe:
-cercare di evitare di svolgere attività sportive o di esporsi al sole nelle ore più calde, ossia dalle 11.00 alle 18.00;
-cercare di stare in luoghi freschi e ventilati;
-bere molti liquidi per prevenire la disidratazione, soprattutto acqua (due litri al giorno);
-evitare il consumo di alcolici;
-vestirsi in modo leggero, con abiti chiari, di cotone o di lino;
-evitare le fibre sintetiche, che possono ostacolare la traspirazione della pelle;
-proteggere la vista con occhiali da sole;
-proteggere la pelle dalle scottature, con creme solari;
-bagnarsi frequentemente con acqua, per sentire di meno il calore;
-consumare frutta e verdura fresca di stagione;
-privilegiare soprattutto le verdure colorate (carote, pomodori, lattughe) che contengono antiossidanti, che proteggono il nostro organismo dai danni legati all’ozono.

Inoltre, viene dichiarato, che ogni soggetto che si muove in auto:
-non deve lasciare persone o animali a bordo del veicolo, sotto il sole cocente;
-deve aprire immediatamente i finestrini per abbassare la temperatura interna dell'auto, se l'ha posteggiata al sole;
-dovrebbe usare le tendine parasole quando viaggia in auto, soprattutto per proteggere i bambini dalla forte luce e calore.